A come Afasia

 

In neuropsicologia, con il termine “afasia” si intende un disturbo del linguaggio, che può essere causato da una lesione cerebrale dovuta a ictus, trauma cranico, tumore cerebrale, o malattia neurodegenerativa.

Ma cos’è il linguaggio? È un sistema di comunicazione, proprio dell’essere umano, che permette di trasmettere informazioni da un individuo all’altro attraverso diversi comportamenti (segnali); ovviamente, sia colui che trasmette, sia colui che riceve devono essere in grado di produrre e comprendere tali segnali.

L’afasia, dunque, riguarda la comprensione e/o la produzione del linguaggio ed è causata da un danno a specifiche regioni dell’encefalo, che si trovano nell’emisfero dominante (emisfero sinistro per i destrimani, emisfero destro per i mancini). Oltre alle aree che controllano il linguaggio, nelle afasie potrebbero essere danneggiate anche le fibre che collegano tali aree.

Nel tempo si sono susseguite diverse teorie e osservazioni riguardo l’afasia, in questa sede vedremo le principali varianti.

Uno dei primi a studiare l’afasia fu lo psichiatra Carl Wernicke, alla fine dell’Ottocento, che ne definì tre differenti tipologie:

  • Afasia di Broca: caratterizzata dalla lesione della cosiddetta “Area di Broca” nel lobo frontale e da deficit di produzione del linguaggio;
  • Afasia di Wernicke: caratterizzata, invece, dalla lesione all’ “Area di Wernicke” nel lobo temporale e da difficoltà di comprensione;
  • Afasia di conduzione: caratterizzata, infine, dalla lesione del fascicolo arcuato (insieme di fibre che collegano l’area di Broca e l’area di Wernicke) e da deficit nella ripetizione di parole e frasi.

Successivamente, il neurologo Ludwig Lichteim teorizzò l’esistenza di un centro cerebrale, deputato all’elaborazione dei significati del linguaggio, che denominò “centro dei concetti” e che si trova all’interno delle aree associative.

MODELLO DI LICHTEIM

Attualmente, il modello di Lichteim è quello utilizzato per la classificazione delle afasie (che riguardano sia la produzione, sia la comprensione, sia orali che scritte). Secondo tale modello, nel nostro encefalo ci sono tre centri corticali deputati all’elaborazione e alla produzione del linguaggio, ossia l’area di Broca nella corteccia prefrontale, l’area di Wernicke nella corteccia temporale e il centro dei concetti nelle aree associative (aree che mettono insieme i diversi stimoli). Queste tre aree sono connesse tra loro e con i centri periferici (es. bocca/mani per la produzione, orecchie/vista per la comprensione) da fasci di fibre neurali.

Secondo il modello di Lichteim, le afasie si possono distinguere in: corticali, quando la lesione riguarda le tre aree cerebrali del linguaggio; commissurali, quando la lesione riguarda i fasci di fibre neurali che collegano le tre aree; infine, le afasie subcorticali, quando la lesione riguarda il collegamento tra le aree cerebrali e i centri periferici.

Ad esse si aggiunge l’afasia globale, ossia un grave deficit di produzione, comprensione ed elaborazione di messaggi linguistici, causata da una lesione dell’emisfero sinistro (o destro, nel caso delle persone mancine) e delle strutture sottocorticali.

Per quanto concerne le afasie corticali, ce ne sono essenzialmente due, già descritte in precedenza da Wernicke: l’afasia di Broca e l’afasia di Wernicke. La prima è causata dalla lesione dell’area di Broca (denominata da Lichteim “area delle immagini motorie”) ed è caratterizzata da un deficit della produzione orale, sia spontanea che su ripetizione; la comprensione è invece preservata. L’afasia di Wernicke, invece, è dovuta alla lesione all’area di Wernicke (chiamata “centro delle immagini uditive”) ed è caratterizzata da deficit di comprensione, ripetizione e produzione spontanea.

All’interno delle afasie commissurali possiamo invece distinguere tre tipologie. L’afasia di conduzione (anch’essa definita precedentemente da Wernicke), causata dalla lesione al fascicolo arcuato che collega l’area di Broca e l’area di Wernicke; tale tipologia riguarda principalmente la ripetizione delle “non-parole” (stringhe di lettere ottenute modificando delle parole ad alta frequenza). L’afasia transcorticale sensoriale, dovuta a lesione tra lobo temporale e centro dei concetti, è caratterizzata da deficit di comprensione, mentre l’afasia transcorticale motoria, con lesione tra lobo frontale e centro dei concetti, è caratterizzata da un disturbo dell’eloquio spontaneo.

Infine, ci sono le afasie subcorticali, ovvero l’afasia subcorticale sensoriale, con deficit di comprensione e ripetizione, e l’afasia subcorticale motoria, con deficit di produzione.

In generale, quindi, le afasie sono disturbi del linguaggio che possono riguardare la produzione, la comprensione e/o la ripetizione di parole, frasi o messaggi linguistici, sia orali che scritti.

TRATTAMENTI PER L’AFASIA

Una domanda che potrebbe sorgere spontanea è: ma l’afasia si cura? La risposta a tale domanda è: dipende. Dipende dalla causa della lesione cerebrale, dalla gravità della lesione, dalle aree danneggiate, dall’età del paziente, ecc.

Ad esempio, in alcune tipologie di demenza si manifestano deficit linguistici. In questo caso, si può pensare a un trattamento non farmacologico di stimolazione cognitiva o potenziamento cognitivo per mantenere stabili i sintomi il più a lungo possibile. Purtroppo, però, trattandosi di una malattia neurodegenerativa, tale sintomatologia è destinata a peggiorare nel tempo.

Diverso è il discorso di una cerebrolesione acquisita, dovuta ad esempio a un ictus. In questo caso, la lesione sarà più o meno circoscritta, dovuta ad un evento tendenzialmente singolo, e quindi si potrebbe effettuare un percorso di riabilitazione cognitiva, volto a riacquisire le funzioni danneggiate, o a compensare il deficit con l’apprendimento di strategie cosiddette “compensatorie”.

Ovviamente, maggiore è la gravità e l’estensione della lesione, più difficile sarà far rientrare completamente le difficoltà.

Tendenzialmente, i trattamenti in fase acuta (nel periodo immediatamente successivo alla lesione) vengono effettuati in ospedale, nei reparti di medicina riabilitativa. In seguito, in fase cronica, possono essere effettuati sia in ospedale, sia presso centri privati.

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile, se hai ulteriori domande sull’afasia e i diversi trattamenti non esitare a chiedere!